SANITA’: CORTE DEI CONTI-SPESA REGIONI SOTTO MEDIA PAESI OCSE

NOTIZIE ANSA
(ANSA) – ROMA, 16 LUG – Il fabbisogno sanitario 2003, finanziato dal settore statale, rappresenta l’80% del fabbisogno complessivo espresso dal comparto delle Regioni a statuto ordinario (RSO). E’ quanto ha rilevato la Corte dei Conti nella relazione trasmessa al Parlamento sulla finanza regionale nel triennio 2001-2003. La Corte riconosce fondate le preoccupazioni espresse dalle Regioni a riguardo dell’insufficienza dei finanziamenti a copertura dei fabbisogni sanitari.
Rispetto al Pil, la componente percentuale della spesa sanitaria nel triennio e’ stata pari rispettivamente al 6.2%, 6.3%, 6.3%, leggermente sotto la media dei paesi OCSE e sensibilmente sotto la media dei paesi sviluppati.
* NEL TRIENNIO DISAVANZI PER 11,1 MILIARDI A fronte dei deficit 2001 e 2002, rispettivamente pari a 4,9 e 4,0 miliardi di euro, il disavanzo del 2003, pari a 2,2 miliardi di euro, nel recente aggiornamento di giugno, solo apparentemente segna una flessione rispetto all’anno precedente. Non vi figura infatti la spesa per rinnovo del contratto 2002-2003 del personale del solo comparto del SSN, il cui costo, per il biennio e per gli effetti sul 2004 e’ pari a 2,5 miliardi di euro (al netto dell’IRAP), dei quali 328 milioni a carico dello Stato. Tale importo e’ destinato a pesare sui costi del prossimo anno, riguardo al quale le Regioni gia’ paventano un deficit di circa 5 miliardi di euro, ivi compresi i maggiori costi per gli immigrati regolarizzati e la mancata ridefinizione del costo dei livelli essenziali di assistenza.
Le esigenze di riequilibrio, rimesse alla responsabilita’ regionale e al cui obiettivo e’ condizionata l’erogazione del finanziamento integrativo, impone il reperimento di risorse nell’ambito delle entrate proprie libere.
* DA COSTO DEL PERSONALE RISCHI MAGGIORI PER CONTI SANITA’ I reiterati provvedimenti sul blocco delle assunzioni hanno influenzato il relativo tasso di evoluzione che, pari al 7,6% nel 2000, rallenta a partire dal 2001 (+4,7%) e nel 2002 (+3,2%) ma piu’ ancora nel 2003 (+0,9%). Il risultato dell’ultimo anno riflette lo slittamento al 2004 degli oneri relativi al rinnovo dei contratto nazionale di lavoro, sia del comparto sanitario, sia della dirigenza, per il biennio economico 2002-2003.
”Il capitolo relativo al personale e’ quello che maggiormente mette a rischio i risultati delle gestioni sanitarie”, scrive la Corte che indica nel sistema di contrattazione nazionale l’ostacolo maggiore per conoscere i costi delle singole aziende. Il personale pesa per il 35% sul totale dei costi e per oltre il 50% della spesa ospedaliera. Con la nuova disciplina del rapporto di lavoro dei medici (d.l. 81/2004) viene meno la condizione cui sembrava legata l’attribuzione dell’indennita’ di esclusivita’, cioe’ l’irreversibilita’ della scelta. La preoccupazione della Corte e’ che la nuova disciplina valga ad estendere il fenomeno oltre gli attuali livelli con implicazioni finanziarie che sembrano tuttavia ricadere a carico del bilancio dello Stato.
* LA SPESA FARMACEUTICA OLTRE LA SOGLIA DEL 13% La spesa farmaceutica netta, pari nel 2003 a 11.163,31 milioni di euro, ha assorbito, negli ultimi tre anni (2001, 2002 e 2003), una percentuale rilevante della spesa sanitaria corrente (15,4%, 15,1% e 13,8%) e permane, anche nell’ultimo anno, ad un livello superiore a quello fissato con l’accordo dell’8 agosto 2001 (13,8%>13%). Nel 2003 diminuisce la spesa netta per ricetta (-2,7%) e minore, rispetto al 2002 e’ il numero delle ricette, complessivo (-0,8%) e pro-capite (-2,9%).
Il miglioramento dei risultati 2003 e’ in larga misura dipeso anche dai provvedimenti adottati, a partire dall’anno 2001, tanto dal livello nazionale, come pure da quello regionale (erogazione diretta, riduzione del prezzo dei farmaci, farmaci rimborsabili, ”genericabili”). Vanno peggio le cose nei primi tre mesi del 2004, con una crescita dell’8,1% nel confronto con l’analogo periodo del 2003, specialmente attribuibile a Sicilia, Lombardia, Liguria, Lazio e Puglia. E’ anche l’aumento delle prescrizioni di alcune categorie di medicinali, particolarmente costosi, ad avere spinto la spesa farmaceutica ”I provvedimenti recenti hanno arginato la dinamica del costo dei medicinali ma non hanno evitato un parziale, ma non secondario, spostamento a carico dei cittadini”.
La spesa ospedaliera ha pesato nel 2003 per il 47,9% dei costi complessivi. Il costo medio per ricovero e’ piu’ elevato al Nord. Al Centro, il costo medio dei ricoveri e’ piu’ elevato nel Lazio, mentre sotto media e’ la Toscana. Quanto al Sud, a fronte del dato medio nazionale di circa 3.000 euro per ricovero, si collocano al di sotto tutte le Regioni meridionali e l’Abruzzo. Ma su questi dati pesa anche la complessita’ dei casi trattati, influenzata in parte dalla presenza di popolazione anziana (Liguria, Emilia Romagna e Umbria sono ai primi posti). ”Occorre favorire – rileva la Corte – il ricorso generalizzato ad accordi bilaterali fra aziende sanitarie, nell’ambito di intese interregionali ispirate al contenimento della domanda sanitaria in mobilita’ ”.
* A SUD PIU’ ELEVATI INDICI DI APPROPRIATEZZA La Corte dei Conti conclude osservando che e’ forte l’esigenza di interventi intesi a restituire alle Regioni del Sud un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un piu’ elevato indice di appropriatezza. Dal lato del costo del lavoro, che tende a evolvere ad un tasso superiore al Pil, la Corte richiama l’opportunita’ di incentivi all’efficienza, da un lato riqualificando la rete ospedaliera, con riorientamento funzionale dei piccoli ospedali, dall’altro lato meglio curando il disegno alla base dei meccanismi allocativi.