Mese: Settembre 2004

CASSAZIONE :CONSIDERAZIONI SULL’ABORTO EUGENETICO E CONNESSE RESPONSABILITA’ MEDICHE

30.09.2004 CORTE di CASSAZIONE – ( Nel nostro ordinamento esiste il diritto di non nascere se con la nascita si ha poi una wrongful life o vita ingiusta ? considerazioni sull’aborto eugenetico e sulle connesse responsabilita’ del medico)

– Partendo dalla considerazione preliminare che il nostro ordinamento prevede l’aborto eugenetico, a cui sarebbero tenuti i genitori (quanto meno la gestante), ove correttamente informati delle malformazioni o delle malattie del feto da parte del sanitario, si giunge alla conseguenza che la mancata informazione da parte del sanitario della malattia della piccola nascitura, impedendo alla madre di poter esercitare la facoltdi aborto, avrebbe reso il medico stesso unico responsabile della vita non sana o “ingiusta”della minore, che invece aveva come alternativa quella di non nascere.

La suprema Corte respinge la tesi, sotto il profilo dell’aborto eugenetico,sostenendo che se vero che il nostro ordinamento tutela l’embrione fin dal concepimento e che puparlarsi di un “diritto a nascere sani”, detta locuzione va intesa nella sua portata positiva e non negativa. Il “diritto a nascere sani” significa solo che, sotto il profilo privatistico della responsabilitcontrattuale, extracontrattuale, e da “contatto sociale” , nessuno puprocurare al nascituro lesioni o malattie (con comportamento omissivo o commissivo colposo o doloso), e, sotto il profilo – in senso lato – pubblicistico, che siano predisposti quegli istituti normativi o quelle strutture di tutela, di cura ed assistenza della maternit idonei a garantire, nell’ambito delle umane possibilit la nascita sana.

Non significa invece, che il feto, che presenti gravi anomalie genetiche, non deve “essere lasciato nascere”, non esistendo, nel nostro ordinamento l’aborto eugenetico. Esso inoltre non esiste ncome diritto della gestante ncome un diritto del nascituro, per quanto da far valere successivamente alla nascita, sotto il profilo risarcitorio per il mancato esercizio. Viene esclusa quindi la responsabilitdel sanitario per non avere informato della pregressa malattia i genitori, non peggiorando tale omissione le condizioni del concepito, non curabili, secondo la scienza medica, durante la gestazione

(a cura del Centro Studi di Diritto Sanitario / Dirittosanitario.Net)

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CASSAZIONE E INDENNITA’ ENPAM AI MMG. TFR A SPECIALISTI AMBULATORIALI

27.09.2004 CORTE di CASSAZIONE – (sulla tassazione della indennita’ di buonuscita e sulla legittimita’ o meno del diritto al rimborso per i Medici di Medicina Generale e Specialisti ambulatoriali

Massima:

1- L’indenniterogata dall’ENPAM ai medici generici convenzionati, ai sensi dell’art. 48 della Legge n. 833.78, rientra nell’ipotesi di cui all’art. 16 lett. c) del d.p.r. n. 917/86 e ad essa si applica, per la determinazione dell’imponibile, la disciplina dettata dall’art. 18 e non dall’art. 17 dello stesso TUIR.

Tale rapporto, a differenza di quello tra il SSN. ed i medici specialisti ambulatoriali, presenta infatti gli elementi del contratto di lavoro autonomo di natura privatistica ed ha i caratteri della collaborazione coordinata e continuativa.

2- L’indennitdi fine rapporto erogata dall’ ENPAM ai medici specialisti ambulatoriali, ai sensi dell’art. 8 del DM. 15.10.76, riconducibile alla seconda ipotesi configurata dall’art. 16 lett. a) del d.p.r. n. 917/86, che colloca “tra le altre indennite somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei rapporti” compresi nella prima ipotesi, con previsione residuale, anche le “somme risultanti dalla capitalizzazione delle pensioni.”

(a cura di Dirittosanitario.Net )

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CASSAZIONE E PUBBLICITA’ SANITARIA

21.09.2004 CORTE di CASSAZIONE – (illecito disciplinare per pubblicitsanitaria e conseguente sanzione della sospensione dall’esercizio professionale; distribuzione al pubblico di materiale; omissione dell’obbligo di vigilanza).

Massima:

In caso di pubblicitrealizzata da terzi , al fine di affermare la responsabilitdiretta e personale del sanitario, e’ necessario che sia accertato il concorso o la cooperazione nella realizzazione della pubblicitstessa. Il profilo della cooperazione sub specie di omessa vigilanza, puo’ essere affermato solo in presenza di un obbligo giuridico nascente dai rapporti tra professionista e ditta esterna, rendendosi sempre necessarie, opportune indagini in tal senso.

(a cura di Dirittosanitario.Net)

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Danni conseguenti a mancanza di consenso informato, in relazione a trattamento anestesiologico

20.09.2004 CORTE di CASSAZIONE

Massima:

Se vero che la richiesta di uno specifico intervento chirurgico avanzata dal paziente pufarne presumere il consenso a tutte le operazioni preparatorie e successive che vi sono connesse, ed in particolare al trattamento anestesiologico, nella ipotesi in cui piu’ siano le tecniche di esecuzione di quest’ultimo, e le stesse comportino rischi diversi, dovere del sanitario, cui pur spettano le scelte operative, informarlo dei rischi e dei vantaggi specifici ed operare la scelta in relazione all’assunzione che il paziente ne intenda compiere (a cura di Dirittosanitario.net)

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