Mese: Febbraio 2006

TAR CAMPANIA – (la Asl deve fornire idonea documentazione a sostegno di pretese restitutorie)

A fronte di una deliberazione con la quale la P.A. dichiara di voler procedere al recupero nei confronti del medico , previa trattenuta stipendiale , di somme a titolo di retribuzione di risultato , in considerazione della valutazione negativa espressa dal Nucleo di Valutazione, sorge pieno ed incondizionato il diritto del sanitario ad avere contezza di ogni documento relativo alla procedura di recupero nonchdi tutti gli atti dellistruttoria tecnica; risulta illegittimo il diniego opposto dalla azienda nei confronti di specifica richiesta tesa a prendere visione ed estrarre copia degli atti in questione, per meglio tutelare la posizione giuridica ed economica.( www.dirittosanitario.net)

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CORTE d’APPELLO di BOLOGNA – Medico e casa di cura;riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato

Poichl’attivitdi direzione di un reparto di una casa di cura puessere oggetto sia di un rapporto di lavoro autonomo sia di un rapporto di lavoro subordinato, a seconda delle modalitdel suo svolgimento, l’elemento centrale della distinzione dei due rapporti di collaborazione va ravvisato nella subordinazione da intendere, proprio in considerazione dell’elevato livello professionale della prestazione e dell’autonomia che intrinsecamente la caratterizza e qualifica, quale assoggettamento del primario al potere organizzativo, direttivo e disciplinare esercitato nei suoi confronti della direzione sanitaria. E’ necessario cioverificare se la Direzione Sanitaria della Casa di Cura si sia limitata a coordinare l’attivitdel medico con quella della impresa, oppure se, eccedendo le esigenze del mero coordinamento, abbia finito per dirigere, direttamente e continuativamente, la sua prestazione, conformandola cosi’ nell’interesse esclusivo dell’impresa. (www.dirittosanitario.net)

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TRIBUNALE di GENOVA – Medici e cura della cartella clinica

Le attestazioni contenute in cartella clinica relative alle attivitespletate nel corso di una terapia o di un intervento, in quanto esplicazione del potere certificativo e della natura pubblica dell’attivitsanitaria hanno valore di atto pubblico e, come tali, fanno piena prova fino a querela di falso della provenienza della cartella e di tutta l’attivitin essa menzionata. Tutti i medici che prestano in qualche modo assistenza al paziente sono tenuti parimenti alla corretta compilazione, per quanto di propria competenza, della cartella clinica; anche nel caso di sanitario interpellato per un consulto, deve ritenersi che esista l’obbligo di partecipare alla redazione della stessa o, comunque, di controllarne la completezza ed il contenuto. Nella valutazione dell’esattezza della prestazione medica valore indiziante attribuito alla corretta ed esaustiva compilazione della cartella clinica, con la conseguenza che le omissioni imputabili al medico nella redazione della stessa cartella clinica possono rilevare ai fini del nesso eziologico presunto. (www.dirittosanitario.net)

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BANDI E CONCORSI

Bandi di avvisi pubblici per il conferimento di incarichi di direzione di struttura complessa delle discipline di:

– Cardiologia nell’ambito del Dipartimento Medico presso l’Ospedale di Bentivoglio
– Medicina interna nell’ambito del Dipartimento Medico dell’Ospedale di Loiano.
 
Scadenza 20 marzo 2006
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CORTE d’APPELLO ROMA -(spetta sempre al M.M.G., nel corso del giudizio, provare l’esatto numero di assistiti, di cui si rivendica il pagamento

Nessuna disposizione degli accordi intervenuti in materia di attivitin convenzione con il servizio sanitario nazionale deroga alla disciplina generale dell’art. 2967 c.c. che pone a carico del creditore l’onere di provare il fatto costitutivo del suo diritto. La specifica regolamentazione dei rapporti in convenzione in tema di comunicazioni delle scelte dei pazienti (o delle revoche) non al sanitario ma alla USL e l’onere di queste di inviare periodicamente gli elenchi contenenti il nominativo degli assistiti in carico a ciascun medico nonchle variazioni intervenute non circostanza che da ssola prova una pattuizione nei termini di inversione dell’onere della prova (www.dirittosanitario.net)

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CONSIGLIO di STATO – Il medico ospedaliero non ha pieno titolo per prescrivere medicinali erogabili dal S.S.N.

Se vero che la categoria dei medici ospedalieri pu ai sensi dell’art.15 decies del d. lgs. 502 del 1992, prescrivere farmaci a carico del S.S.N., anche vero che la norma espressiva di tuttaltra regola, che quella dellobbligo di appropriatezza, consistente in un insieme di limiti da osservare da parte di tutti i medici, diversi da quelli di medicina generale, quando prescrivono o consigliano medicinali o accertamenti diagnostici a pazienti allatto della dimissione o in occasione di visite ambulatoriali. La norma soltanto espressiva di regole nella esplicazione un compito possibile dei medici ospedalieri. Dad essi un possibile titolo, non gipieno titolo, a prescrivere medicinali erogabili direttamente dal Servizio sanitario. Non si pone in contrasto con essa, di conseguenza, una misura organizzativa che, salvi i casi di urgenza, trasferisce nel medico di medicina generale la prescrizione del farmaco anche se indicato da altro sanitario, curante sino ad un certo momento della vicenda patologica per una terapia da seguire dopo la dimissione ospedaliera (www.dirittosanitario.net)

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