Mese: Marzo 2006

CORTE APPELLO di MILANO – Colpevole il medico che delega alla sua paziente la misurazione della p.a. (paziente con sospetta gestosi)

E’ colpevole il medico che delega alla sua paziente, il compimento di un’attivitdi particolare rilevanza nella specie, come la misurazione della pressione sanguigna, senza avere alcuna certezza che la stessa disponesse di un apparecchio in regolari condizioni di manutenzione e che fosse in grado di adoperarlo con attendibilitdi risultati; il compimento di un’attivitdi “lettura” critica e di valutazione di segnali (anche questi di ritenuta particolare rilevanza) avrebbe dovuto aver luogo soltanto in una struttura specializzata e attrezzata e ad opera di personale competente.
Nil tasso di scolaritdella paziente, puminimamente giustificare una tale delega, trattandosi nella specie non gidi avere attenzione all’ingestione di determinati alimenti notoriamente rischiosi in gravidanza o ad altri aspetti consimili (per i quali la condizione economico-sociale e il tasso di istruzione pudare evidentemente sicure garanzie), ma di svolgere un’attivitdi particolare delicatezza, tale da comportare una lucida e “mirata” attenzione e dai cui esiti sarebbe inesorabilmente dipesa, in tempi strettissimi, l’una o l’altra scelta terapeutica. (avv. ennio grassini / www.dirittosanitario.net)

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CORTE di CASSAZIONE – (il MMG ha diritto sia al compenso aggiuntivo che alla indennita’ integrativa speciale)

Attesa l’eterogeneitdella funzione del compenso aggiuntivo rispetto alla soppressa voce del carovita, la tesi che il rinvio ai criteri per la determinazione del compenso previsti dal D.P.R. del 1990, art. 41, punto f) comprenda anche il rinvio alla lettera d), che regolava diversa materia, contraria alla formulazione letterale della norma regolamentare ed illogica, in quanto per la sola collocazione nel medesimo articolo, estende ad altra indennitla regola, che riguardava la sola voce del compenso “quote di carovita”, della incompatibilitdi essa con altre voci retributive collegate al costo della vita. (www.dirittosanitario.net)

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CORTE APPELLO di ROMA – obbligo di compiuta informazione prima dell’intervento chirurgico, si impone anche se il paziente e’ un medico

La necessitche il professionista informi il paziente in modo corretto e completo, soprattutto con riguardo ai benefici, ai possibili inconvenienti ed ai rischi dell’intervento, non viene meno per il solo fatto che, nel caso in esame, il paziente sia anch’esso medico chirurgo, giacchl’esistenza di una informazione effettiva e corretta deve essere verificata in concreto, con riferimento alla specifica natura dell’intervento ed alla portata dei risultati conseguibili, senza che possa rilevare, a questi fini, il titolo professionale (generico) conseguito dal paziente, sempre che non risulti che a quel titolo corrispondono anche una specializzazione ed una effettiva esperienza professionale nel campo oggetto dell’intervento. ( www.dirittosanitario.net)

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CORTE di APELLO MILANO – ( la ispezione del cavo orale e’ attivitodontoiatrica; preclusa a chi non possiede i prescritti requisiti di legge)

La condotta, in pieno assetto operativo, con mascherina, camice e guanti, con la paziente seduta sulla sedia del riunito dentale , con accertata la presenza di strumenti sporchi accanto all’operatore, quindi evidentemente giusati dal medesimo poco prima, per l’ispezione del cavo orale della paziente, (non essendo seriamente pensabile che fossero rimasti in quelle condizioni nel riunito dentale da un intervento precedente) integrano l’ipotesi di reato di cui all’art. 348 cp, per esercizio abusivo della professione di odontoiatra.(www.dirittosanitario.net)

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CORTE di CASSAZIONE – (Al medico di guardia medica non spetta il compenso aggiuntivo oltre il tetto delle 104 ore)

I criteri di cui al D.P.R. n. 41 del 1991, art. 17, comma 1, lett. d), dettati con riferimento al (sostituito) istituto delle quote mensili di caro-vita, determinate ai sensi della L. 26 gennaio 1986, n. 38 e del D.P.R. 1 febbraio 1986, n. 13, art. 16, recavano la limitazione della base di calcolo ad un massimo di 104 ore per gli addetti alla guardia medica e di 156 per i medici addetti all’emergenza territoriale. Nessuna consistenza da riconoscere alla lettura riduttiva secondo cui dai “criteri” dovrebbe restare escluso quello concernente il tetto, non giustificata dalla formulazione letterale della disposizione.(www.dirittosanitario.net)

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