Mese: Aprile 2006

CORTE di CASSAZIONE – sez.penale (il medico neurologo non puo’ rifiutare indebitamente una visita specialistica richiesta con urgenza)

Le condizioni del paziente, in rapporto sia alla persistenza della cefalea, sia, soprattutto, alla sua resistenza ad ogni terapia, (come si evince dalla richiesta di visita specialistica urgente), impongono al medico l’obbligo, non soltanto evidente, sotto il profilo di una accettabile deontologia professionale, ma giuridicamente incontestabile, di procedere, in ogni caso, ad una visita per una opportuna, quanto intuibilmente necessaria, prima valutazione della situazione clinico – diagnostica del paziente, salvo, poi a valutarne i necessari ed opportuni sviluppi, come un eventuale ricovero in struttura ritenuta adeguata. (avv.ennio grassini – www.dirittosanitario.net)

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CONSIGLIO di STATO- (il massimale di assistiti del medico convenzionato non puo’ essere ridotto dall’accordo integrativo regionale)

Le norme di cui agli accordi nazionali , che regolano il massimale delle scelte effettuabili, non possono assumere il valore di linee direttive suscettibili di specificazione diversificata, anche in senso riduttivo, in sede di accordo regionale. E’ sufficiente osservare che il quadro normativo di riferimento, composto dallart. 48, comma 3 n. 5 della legge 23 dicembre 1978 n. 833, dallart. 8, comma 1, lett. a) del d.lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e dagli artt. 1, comma 3, 23 e 55 del d.P.R. 28 luglio 2000 n. 272, consente di distinguere le materie assegnate alla contrattazione collettiva nazionale e quelle su cui pusvolgersi la contrattazione integrativa regionale.
In particolare, la determinazione del massimale delle scelte ammesse per i pediatri di libera scelta, risulta riservata, alla contrattazione nazionale, sulla base delle relative fonti legislative (art. 48 l. n. 833/1978, art. 8 d.lgs. n. 502/1992), come del resto avvenuto in concreto ad opera dellart. 23 dellAccordo Nazionale del 2000. Alla medesima conclusione si perviene osservando le disposizioni che concernono i contenuti degli accordi integrativi regionali.(avv. ennio grassini – www.dirittosanitario.net)

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06.04.2006 COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di ROMA – ( il medico non e’ tenuto al pagamento dell’IRAP)

Nel caso di libero professionista, per il quale e’ previsto il superamento di un esame di abilitazione e l’iscrizione in apposito Albo, risulta evidente che l’attivita’ intellettuale puo’ essere svolta soltanto da lui a meno che non risultino in concreto elementi di organizzazione tali da far derivare la produzione di un valore aggiunto.La dimostrazione di esercitare la professione di medico, utilizzando beni strumentali di modesto valore, risultanti anche dalle dichiarazioni dei redditi, e’ sufficiente a configurare la mancanza del presupposto della imposta ( Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

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CORTE di CASSAZIONE – Prescrizione dell’ illecito disciplinare e decorrenza dei termini

L’obbligo dell’organo disciplinare di attendere l’esito e le valutazioni del Giudice penale, nonchla subordinazione dell’esercizio dell’azione disciplinare alla conclusione del procedimento penale si riferiscono alla ipotesi che sia stata promossa l’azione penale, prima che sia gidecorso dall’evento il termine quinquennale di prescrizione, in quanto, costituendo il procedimento penale atto interruttivo della prescrizione, ove essa sia gimaturata al momento in cui sorge tale atto, nessuna interruzione della prescrizione pupirealizzarsi.(avv.Ennio Grassini / www.dirittosanitario.net)

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TRIBUNALE di MONZA – Intervento chirurgico di routine e diritto del paziente al risultato positivo;

Sulla diagnosi di failed back surgery (sindrome da intervento medico non riuscito)

L’intervento “di facile esecuzione” quando viene effettuato tramite regole tecniche che, per comune consenso e consolidata sperimentazione, sono ormai acquisite alla scienza e alla pratica medica.
L’intervento e’ di “difficile esecuzione”, quando il caso concreto sia straordinario od eccezionale, sda essere non adeguatamente studiato dalla scienza medica e sperimentato nella pratica (se non addirittura ignoto) ovvero quando nella scienza medica siano proposti e dibattuti diversi, ed incompatibili tra loro, sistemi diagnostici, terapeutici e di tecnica chirurgica, tra i quali il medico operi la sua scelta.
Il significato dell’orientamento suddetto, al di ldel richiamo a regole di diritto probatorio, che nelle prestazioni mediche di routine l’oggetto dell’obbligazione, ossia il risultato utile che il creditore ha diritto di attendersi, non pisoltanto l’impegno conforme alle regole dell’arte del medico, bensil risultato positivo che ci si attende da quel genere di operazione.(www.dirittosanitario.net)

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