Mese: Gennaio 2007

CASSAZIONE PENALE (mancata somministrazione di antibiotici: quando il decesso del paziente non puattribuirsi al medico ).

Nel caso di lesioni personali cui sia seguito il decesso della vittima, la colpa dei medici, anche se grave, non puritenersi causa autonoma ed indipendente rispetto al comportamento dell’agente perchquesti provocando tale evento (le lesioni) ha reso necessario l’intervento dei sanitari, la cui imperizia o negligenza non costituisce un fatto imprevedibile ed atipico, ma un’ipotesi che si inserisce nello sviluppo della serie causale. Nel caso specifico, la somministrazione dell’antibiotico, che comunque andava prescritto, non avrebbe con certezza evitato la morte del paziente, in considerazione del fatto che la terapia iperbarica, ritenuta specifica per la patologia in atto, non determinalcun miglioramento. [ Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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30.01.2007 CASSAZIONE PENALE (condanna per omicidio colposo a causa di un referto incompleto).

Le colpevoli condotte dei sanitari intervenuti successivamente non escludono la responsabilitdel radiologo, quando le sue omissioni hanno avuto efficacia causale nella determinazione dell’evento. In particolare era stato addebitato al radiologo che sottoscrisse il referto, di non aver segnalato tempestivamente ai medici che avevano richiesto l’esame l’anomala posizione dello stomaco, il sollevamento dell’emidiaframma di sinistra, lo spostamento del cuore a destra e non aver segnalato ipotesi diagnostiche differenziali, con sottovalutazione della gravitdella patologia e ritardo nella diagnosi e terapia da parte dei curanti. Al radiologo veniva addebitata non l’esecuzione degli esami radiografici nuna mancata diagnosi della malattia, ma l’aver steso un referto incompleto dal quale non emergevano indicazioni risultanti dalle radiografie. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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TAR Friuli Venezia Giulia (laccordo integrativo non puincidere sul rapporto ottimale del MMG).

Lart. 33 comma 9 del vigente Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale prevede che Fino alla stipula dei nuovi Accordi regionali, fatti salvi quelli gia in essere, per ciascun ambito territoriale puessere iscritto solamente un medico ogni 1000 abitanti residenti o frazione di 1000 superiore a 500, detratta la popolazione di etcompresa tra 0 e 14 anni, risultante alla data del 31 dicembre dellanno precedente. Le Regioni possono indicare per ambiti territoriali dellassistenza primaria un diverso rapporto medico/popolazione residente. La variabilitdi tale rapporto deve essere concordata nellambito degli accordi regionali e comunque fino ad un aumento massimo del 30%. Se ne evince quindi chiaramente che la norma generale sempre quella del rapporto di 1 a 1000 con facolta livello di Accordo integrativo regionale di concordare variazioni per determinati ambiti territoriali che pernon possono eccedere, in aumento, il 30%. Nessun limite invece previsto per una variazione in diminuzione e questo ovviamente risponde alle particolari necessitterritoriali delle zone disagiate per le quali viene lasciata mano libera alla contrattazione in sede regionale. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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22.01.2007 TRIBUNALE DI GENOVA (cartella clinica smarrita e responsabilitdel medico).

Laddove il danno lamentato da una paziente sia stato unicamente ricondotto all’impossibilitdi ricostruire e valutare l’idoneitdelle cure ad essa prestate dall’Ente Ospedaliero a causa dello smarrimento della cartella clinica, detto danno non sussiste ove dalla documentazione prodotta nella causa da entrambe le parti, sia agevole la ricostruzione del percorso diagnostico-terapeutico dal momento del ricovero fino al momento dell’intervento. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ].

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17.01.2007 TRIBUNALE di MONZA ( imperizia e negligenza, quando non responsabile il medico ma linfermiera).

Posto che lo strumento processuale della C.T.U. pucostituire fonte oggettiva di prova tutte le volte che opera come strumento di accertamento di situazioni di fatto rilevabili esclusivamente attraverso il ricorso a determinate cognizioni tecniche. Nel caso specifico la relazione del consulente tecnico ha consentito di acclarare un evidente profilo di responsabilitdel personale ausiliario e, pisegnatamente, della infermiera professionale incaricata di porre la “piastra indifferente” a contatto della coscia destra della paziente. Piprecisamente, stato ravvisato un profilo di negligenza dell’ausiliaria consistito nell’aver causato l’ustione in conseguenza del “posizionamento non corretto del braccio destro lungo il corpo della paziente” con esclusione di qualsivoglia responsabilitprofessionale dei chirurghi e dell’anestesista che eseguirono l’intervento di rinosettoplastica sulla paziente considerato che l’infermiera professionale “deve essere in grado di eseguire correttamente i compiti, di sua pertinenza, che gli vengono affidati dai medici”. [ Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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