Mese: Febbraio 2008

CASSAZIONE CIVILE ( laccertamento del medico fiscale non prevale su quello del medico curante )

Nel caso di contrasto tra il contenuto del certificato del medico curante e gli accertamenti compiuti dal medico di controllo, il giudice del merito deve procedere alla loro valutazione comparativa al fine di stabilire quale delle contrastanti motivazioni sia maggiormente attendibile, atteso che le norme che prevedono la possibilitdi controllo della malattia, nell’affidare la relativa indagine ad organi pubblici per garantirne l’imparzialit non hanno inteso attribuire agli atti di accertamento compiuti da tali organi una particolare ed insindacabile efficacia probatoria che escluda il generale potere di controllo del giudice. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net

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CORTE di CASSAZIONE PENALE – ( non corretto dosaggio nella somministrazione dei farmaci: condanna per omicidio colposo )

Il medico, nella vicenda di specie, non ha violato un comando omettendo di intervenire in un caso che richiedeva la sua attivazione, ma ha violato il divieto di somministrare le terapie in dosaggi superiori a quelli previsti e senza tener conto della pericolositdei fattori di accumulo.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

I giudici di merito ritenevano accertato il sovradosaggio ed  escludevano che l’evento mortale potesse essere stato provocato da altri fattori causali quale lingestione per via orale – volontaria o casuale – del farmaco contenente il principio attivo che doveva essere somministrato per via parenterale e un metabolita del quale era stato rinvenuto nello stomaco della persona deceduta. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CORTE di CASSAZIONE ( quando lIRAP non dovuta dal medico generico convenzionato e puessere rimborsata)

L’attivitdi lavoro autonomo, diversa dall’impresa commerciale integra il presupposto impositivo per l’I.R.A.P. ove si svolga per mezzo di una attivitautonomamente organizzata. <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

In particolare, il requisito organizzativo rilevante, il cui accertamento spetta al giudice di merito, sussiste quando il contribuente, che sia responsabile dell’organizzazione e non sia inserito in strutture riferibili alla responsabilitaltrui, eserciti l’attivitdi lavoro autonomo con l’impiego di beni strumentali, eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attivitauto organizzata per il solo lavoro personale, oppure si avvalga, in modo non occasionale, del lavoro altrui. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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TRIBUNALE di MONZA ( condanna in solido azienda e medico per errata diagnosi istopatologica )

La diagnosi non corretta di “adenocarcinoma in situ” da parte della Servizio di Anatomia Patologica ha indotto i sanitari a procedere all’intervento di quadrantectomia alla mammella destra e, successivamente, alla prescrizione di terapia radiante e ormonoterapia.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Sia l’intervento chirurgico che le successive terapie praticate erano inadeguate rispetto a quella che risultata essere la diagnosi correttamente formulata in epoca (purtroppo) successiva rispetto all’intervento di quadrantectomia.

Se, pertanto, fosse stata formulata una corretta diagnosi, l’intervento di quadrantectomia non si sarebbe reso necessario e neppure la successiva terapia radiante. Consegue la condanna della Azienda e del firmatario del referto in solido tra loro al risarcimento del danno. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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CORTE dei CONTI Sicilia (omissione dei dovuti approfondimenti terapeutici: gravitdella colpa medica )

La colpa grave del medico esclusa quando questi debba risolvere problemi diagnostici e terapeutici di difficile soluzione, in presenza di quadro patologico complesso e passibile di diversificati esiti, ovvero si trovi nella necessitdi agire in una situazione di emergenza o di urgenza, e la sua scelta nel caso concreto appaia comunque ragionevole avuto riguardo alle conoscenze scientifiche e alla prassi medica.  <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Al contrario, la colpa grave quando non si presenti una situazione emergenziale, o quando il caso non implichi problemi di particolare difficolt ovvero ancora quando, come nel caso in esame, il medico abbia completamente omesso di compiere un’attivitdiagnostica e terapeutica routinaria, atta a scongiurare determinate complicazioni.

Il  parametro  picongruo  per valutare il comportamento del medico deve incentrarsi sul livello di diligenza da lui impiegato nello scegliere discrezionalmente mezzi e modi suggeriti dalla scienza medica in relazione alla gravitdella patologia riscontrata al paziente. Occorre, in buona sostanza, verificare se il medico abbia usato il metodo operativo piadatto al caso concreto ed alle circostanze contingenti. Nel caso di specie era possibile diagnosticare la patologia. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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Corte Giustizia ComunitEuropee (obbligo di comunicazione delle sostanze impiegate nei cosmetici )

Lart. 7 della direttiva 76/768 non osta a una disposizione nazionale che, al fine di garantire un trattamento medico pronto ed adeguato, nei casi di alterazione della salute, impone allimportatore di prodotti cosmetici di comunicare al Ministero della Sanite alla Regione il nome o la ragione sociale dellimpresa, la sua sede legale e quella dellofficina di produzione nonchlelenco completo e dettagliato delle sostanze impiegate e di quelle contenute in detti prodotti. [Avv. Ennio Graassini www.dirittosanitario.net ]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CASSAZIONE PENALE (condanna per il naturopata che allontanava una donna affetta da carcinoma mammario dalla medicina ufficiale

Correttamente i giudici di merito hanno tratto la conseguenza che l’intervento del naturopata avesse offerto un contributo appunto determinante nella causazione della morte della vittima, almeno sotto il profilo della sua anticipazione, il che equivale alla sua causazione alla stregua del principio desumibile dall’art. 41 c.p., comma 1, per cui accelerare il momento della morte di una persona destinata a soccombere equivale a cagionarla.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

infatti evidente che si cagiona la morte di un soggetto non solo quando la morte avvenga istantaneamente, ma anche quando si determina la anticipazione dell’evento letale. Una volta accertato, come nel caso in esame, sulla base di perizie medico legali incontestabili, che la donna, se tempestivamente e debitamente curata, avrebbe avuto una alta probabilitdi salvezza o quanto meno di sopravvivenza nel tempo, resta infatti irrilevante la circostanza che sarebbe, sia pure con minore probabilit morta comunque per il carcinoma, poichlipotesi che sarebbe morta in un momento successivo a quello in cui avvenuta la morte integra comunque la anticipazione della morte e quindi la sua causazione.

Limputato, fra l’altro, possedeva cognizioni mediche (avendo frequentato buona parte del corso di laurea in medicina) tali da consentirgli di rappresentarsi come altamente probabile la morte della vittima – ovvero la accelerazione della morte, il che lo stesso, secondo quanto prima chiarito – in conseguenza della omissione di terapie mediche nel periodo iniziale della malattia in cui sarebbero state risolutive od avrebbero comunque prolungato di molto la sopravvivenza. Pertanto, aveva accettato levento con dolo diretto, pur se la sua volontera intenzionalmente diretta ad ottenere dalla vittima le somme di denaro che chiedeva per somministrarle la terra delle Dolomiti, il succo di carote e quant’altro. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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