Mese: Marzo 2008

CORTE di CASSAZIONE penale – Mancata diagnosi tempestiva di adenocarcinoma ovarico – Richiesta ecografica

Il sanitario accusato di avere per colpa, consistita in negligenza imprudenza ed imperizia, trascurato i disturbi lamentati dalla paziente caratterizzati da perdite ematiche irregolari, dolore e gonfiore addominale, di essersi limitato a somministrare farmaci antinfiammatori e a prescrivere esami emato- chimici, omettendo di disporre esami strumentali obbiettivi (quali l’ecografia pelvica ed altri accertamenti diagnostici) che avrebbero consentito di accertare il tumore maligno in epoca precedente a quanto avvenuto in concreto. In tal modo, il medico ha concorso a cagionare la morte della paziente
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CORTE di CASSAZIONE Penale ( reati collegati alla prescrizione per amicizia di farmaci anabolizzanti )

Le indagini svolte a seguito del rinvenimento in una farmacia di otto ricette mediche ciascuna relativa a cinque scatole di un farmaco anabolizzante di cui era vietato il commercio in mancanza di regolare prescrizione, conducevano ad accertare che le dette prescrizioni erano state effettuate in favore del gestore di una palestra di body building frequentata dal sanitario e che i farmaci venivano poi venduti fuori controllo e per fini non terapeutici.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

<?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />La Corte di Cassazione conferma la sentenza di condanna di concorso nel reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica [art. 445 codice penale].

Pur affermandosi che le ricette erano state predisposte per amicizia, va rilevato che alla norma violata [art. 445], deve attribuirsi un significato molto ampio, correlato alla natura di reato di pericolo e alla logica di fondo che non quella di garantire la correttezza degli scambi commerciali nel particolare settore delle sostanze medicinali, ma quella di impedire la somministrazione  in qualunque modo di farmaci pericolosi per la salute. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

 

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CORTE dei CONTI (medico condannato per danno erariale: esame radiografico ritardato)

Per configurare ipotesi di responsabilita carico del medico, non basta che il comportamento sia stato riprovevole in quanto non rispondente perfettamente alle regole della scienza e dell’esperienza, ma necessario che il medico, usando la dovuta diligenza, abbia potuto prevedere e prevenire l’evento verificatosi. Perch quindi, possa parlarsi di responsabilitper colpa grave si deve accertare che si  siano verificati errori non scusabili per la loro grossolanito l’assenza delle cognizioni fondamentali attinenti alla professione ovvero il difetto di quel minimo di perizia tecnica che non deve mai mancare in chi esercita la professione sanitaria e, comunque,  ogni altra imprudenza che dimostri superficialite disinteresse per i beni primari affidati alle cure di prestatori d’opera. (Avv. <?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />Ennio Grassini www.dirittosanitario.net)<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE dei CONTI – Timbratura del cartellino e rispetto dellorario minimo di servizio del dirigente struttura complessa

Nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente anche quando il lavoratore ha una qualifica dirigenziale, la prestazione non puessere resa in funzione delle proprie esigenze private, ma deve essere resa secondo l’orario di servizio contrattualmente previsto o preventivamente pianificato in relazione alle esigenze dell’Amministrazione e correlato alle prestazioni degli altri dirigenti sottoposti.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

In assenza di accordo scritto, l’unica prassi condivisa dall’Azienda e mai contestata dalla stessa era quella per cui anche il dirigente di struttura complessa era tenuto a timbrare il cartellino con indicazione esatta dell’inizio e della fine della prestazione lavorativa nella struttura e con rilevazione delle ore prestate in eccedenza rispetto all’orario di 38 ore.

E la rilevazione delle ore di straordinario conferma la sussistenza di un orario ordinario minimo da osservare, in assenza del quale non sarebbe neppure configurabile lo straordinario. ( Avv. <?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />Ennio Grassini www.dirittosanitario.net)

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TAR EMILIA ROMAGNA – La richiesta di indennita per rischio radiologico va indirizzata al Giudice Ordinario

 Il ricorso avverso il silenzio azionato concerne una questione di diritto economico, concernente la spettanza di una somma a compensazione del rischio radiologico, la cui giurisdizione stata devoluta al giudice ordinario, per effetto del D. Legislativo 31 marzo 1998, n. 80, come confermato dal T.U. in materia di pubblico impiego di cui al D. Lgs. 165/2001.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Il rimedio del silenzio-rifiuto, regolato da ultimo, per gli aspetti processuali, dallart. 21 bis della legge TAR, non esperibile nel caso in cui il giudice amministrativo sia privo di giurisdizione in ordine al rapporto cui inerisce la richiesta rimasta inevasa

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TAR SICILIA Ammissione scuole di specializzazione: legittimo il punteggio per lo svolgimento di attivitelettive svolte durante il corso di laurea

Nel caso in esame, risultano evidentemente discriminati nellattribuzione del punteggio finale (con intuitiva violazione della regola della par condicio fra i partecipanti alla selezione concorsuale) quei medici che abbiano seguito (non potendo fare altrimenti) un corso di laurea (quello di cui alla tabella XVIII, soppressa dal D.M. 10 luglio 1996) che ancora non prevedeva lo svolgimento delle attivitper le quali gli atti gravati prevedono lattribuzione di uno specifico punteggio, rispetto a coloro che, muniti del medesimo titolo di studio necessario per lammissione al concorso (la laurea in medicina e chirurgia), per il solo fatto di avere seguito il corso di laurea in epoca successiva allentrata in vigore del DM 10.6.1996, abbiano svolto le c.d. attivitelettive, fonte di punteggio aggiuntivo.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Per evitare di incorrere nel descritto eccesso di potere, pertanto, il Ministero e di conseguenza- lAteneo avrebbero dovuto tenere conto, nella modulazione delle previsioni  relative allattribuzione del punteggio, del diverso atteggiarsi nel tempo del corso di studi che conduce a conseguire il titolo di accesso al concorso, che rimasto il medesimo (la laurea in Medicina e Chirurgia).

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