Mese: Maggio 2008

CORTE di CASSAZIONE – Assistiti ultra massimale e richiesta di ingiustificato arricchimento della PA

L’arricchimento senza causa della P.A., che giustifica ai sensi dell’art. 2041 c.c. l’erogazione di un indennizzo in favore del soggetto privato depauperato, deve consistere nell’acquisto di un bene o di una somma di denaro o, se trattasi di un pubblico servizio, in un miglioramento dello stesso oppure nel mantenimento della sua qualitcon una spesa minore. Ne consegue che non ha diritto all’indennizzo ex art. 2041 c.c. il medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale che abbia assistito pazienti in un numero eccedente rispetto a quello previsto dall’accordo nazionale di cui alla L. n. 833 del 1978, art. <?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />48, in quanto superando il limite massimo consentito dalla legge si posto in condizione di non poter assicurare a ciascun paziente il livello minimo qualitativo, oltre che quantitativo, di assistenza che gli dovuto.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE di CASSAZIONE Penale ( correzione maldestra della cartella clinica )

Il delitto di falso materiale in atto pubblico punito a titolo di dolo generico, ma pur sempre necessaria la consapevolezza e la volontdella immutatio veri, essendo sufficiente per la configurabilitdell’elemento soggettivo la sola coscienza e volontdella alterazione del vero, indipendentemente dallo scopo che l’agente si sia proposto e senza che sia necessario che il nocumento rientri nella rappresentazione dell’agente. <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Nel caso specifico, tuttavia, la correzione della cartella clinica, delegata dal primario allaiuto, risultava del tutto maldestra ed approssimativa, per essere stato [volendosi indicare la corda vocale oggetto di intervento chirurgico] il termine SX semplicemente sovrapposto a quello DX, che era pur sempre rimasto leggibile.

Il primario pur omettendo di controllare il rispetto di tutte le formalitrichieste per la correzione dellatto pubblico e ciola data e la firma in calce dell’avvenuta correzione, realizzava un comportamento connotato da leggerezza e negligenza, non idoneo a integrare gli estremi dell’elemento soggettivo richiesto dal reato di cui all’art. 476 c.p., in quanto esulata la volontdi immutare il vero. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]

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CASSAZIONE PENALE – Diagnosi iniziale di sospetta broncopolmonite – omessa valutazione rischio tromboembolico e relativa profilassi

Specie in presenza di iniziale diagnosi provvisoria, per ciascuno dei sanitari che ha preso in cura il paziente per un tratto di tempo limitato del suo decorso postoperatorio, pur valorizzando che chi subentra dopo l’intervento di un collega deve confidare che questi abbia agito secondo scienza e coscienza, non puo’ escludersi, che vada operato anche un esame personale della situazione e non ancorarsi ad una diagnosi solo perchessa stata fatta.  (Avv. <?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE di CASSAZIONE Penale ( responsabilitdi tutta lequipe medica )

nel caso di abbandono nell’addome del paziente di un corpo estraneo, si configura la responsabilitdell’intera equipe medica laddove – evidenziata la sussistenza di un processo flogistico al livello della vascolarizzazione delle anse intestinali determinato dalla garza abbandonata e affermata la conseguenza del processo ischemico-infartuale letale per la connessione topografica tra la massa aderenziale e la sede cruciale dell’infarto intestinale – venga escluso che levento letale sia sopravvenuto per cause indipendenti dalla presenza del corpo estraneo in addome. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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TAR LAZIO Roma ( diritto allincremento economico borse di studio specializzandi)

in ordine alla richiesta di incremento economico delle borse di studio per gli anni 1992 e successivi in favore dei medici che hanno frequentato scuole di specializzazione in attuazione della direttiva CEE sulla formazione specialistica, dovendosi escludere che durante la frequenza della scuola si sia determinata la costituzione di un rapporto d’impiego (pubblico o privato), o di un lavoro parasubordinato; rilevandosi tra laltro che l’attivitprestata nell’ambito del corso era volta a soddisfare esigenze formative proprie degli stessi medici con esclusione della configurazione di un servizio pubblico, va affermata la giurisdizione del tribunale ordinario e non amministrativo. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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TRIBUNALE di PALERMO ( guasto apparecchiatura per diagnostica intraoperatoria e responsabilitmedica )

Non puconfigurarsi alcuna responsabilita carico medico per aver operato in assenza del macchinario necessario per la diagnostica intraoperatoria: i consulenti tecnici, nella loro relazione, avevano innanzitutto evidenziato che il ritardare l’intervento in attesa che l’apparecchiatura venisse riparata non sarebbe stato atteggiamento prudente, in quanto il quadro clinico del paziente si sarebbe potuto aggravare.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Corretta appariva la scelta del sanitario di procedere all’intervento anche in assenza della strumentazione radiologica necessaria allesame intraoperatorio, in quanto ulteriori ritardi avrebbero determinato un pregiudizio per la situazione del paziente.

Tra l’altro, l’utilizzo dell’esame non avrebbe garantito il buon esito dell’atto chirurgico, la cui esecuzione risultava – comunque necessaria, navrebbe diminuito il rischio di lesione operatoria. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CORTE di CASSAZIONE Penale – Falsa attestazione, in assenza di visita medica

Il certificato rilasciato dal medico destinato a provare la veritdi fatti morbosi a qualsiasi terzo interessato e presuppone necessariamente, anche se implicitamente, che il medico stesso abbia proceduto direttamente all’accertamento della malattia mediante visita del paziente. Per conseguenza risponde di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita, anche se di essa non abbia fatto esplicita menzione nel certificato<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Integra il reato di falsitideologica commessa dal p.u. in atto pubblico (art. 479 cod. pen.) – e non quello di falsitideologica commessa dal p.u. in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 cod. pen.) – la condotta del medico di base che rediga una proposta di trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di un paziente del quale attesti falsamente l’alterazione psichica, senza sottoporlo a visita, considerato che il provvedimento che dispone il t.s.o. di un infermo di mente adottato dal sindaco su proposta motivata di un medico, convalidata da un altro medico della struttura sanitaria pubblica, che si inserisce nell’attivitdella P.A. disciplinata dalla legge n. 180 del 1978 quale atto di impulso di natura costrittiva (derivando da esso l’obbligatoria soggezione del paziente ad ulteriori visite) di un procedimento amministrativo. (Avv.Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

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