Mese: Settembre 2008

CORTE di CASSAZIONE Penale – (certificazione medica di abilital lavoro con erroneo apprezzamento prognostico )

Pur affermandosi che il certificato medico prodotto dal dipendente alla Azienda Ospedaliera  non potesse reputarsi ideologicamente falso, non contenendo, in s enunciati contrari al vero (nella specie, la sussistenza di una patologia emorroidaria); cinon ha portato ad escludere che esso potesse riferire una valutazione “prognostica” sulle condizioni di abilital lavoro, che, per elementi acquisiti aliunde, ben si sarebbe potuto dimostrare essere non corretta (e, dunque, sotto questo profilo, rappresentativa di un apprezzamento sanitario erroneo).<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

L’avere consapevolmente utilizzato una inesatta rappresentazione della realt- denotativa di una condizione di salute incompatibile con la regolare prestazione della attivitprofessionale integra un artificio idoneo ad indurre in errore l’amministrazione con rilevanza per il reato di truffa  . [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CASSAZIONE CIVILE (diritto alla indennitdi sala operatoria anche per trenta minuti di attivit

Benchil datore di lavoro nel giudizio avesse sostenuto che un impegno medio di non pidi trenta minuti al giorno in sala operatoria non desse diritto all’indennitpretesa (cd. Indennitdi sala operatoria), in sentenza si affermato che priva di fondamento sarebbe una siffata tesi difensiva, sul rilievo che la clausola collettiva richiedeva soltanto l’espletamento di “funzioni infermieristiche nell’ambito degli interventi di sala operatoria”, collegando il diritto all’indennitalla funzione e non al “carattere stremante” dell’attivit [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net ]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE di CASSAZIONE Sez. Lav. ( il medico decade dalla convenzione solo per colpa)

Se la sola mancata iscrizione del medico all’Albo della Provincia della localitassegnatagli non pucomportare una nullitdel rapporto convenzionale e non pudeterminare la decadenza dal rapporto convenzionale se non quando la mancata iscrizione sia addebitabile a colposi ritardi del medico, analogamente, ed in forza del medesimo principio, il mancato trasferimento di residenza del medico nel comune assegnatogli pucomportare la decadenza dalla convenzione solo se ed in quanto sia dovuto a sua colpa. Ciconsiderando che tanto gli accordi collettivi che le singole convenzioni sono negozi di diritto privato e vanno interpretati secondo correttezza e buona fede. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE di CASSAZIONE Penale ( il medico abusivo non pugiustificarsi invocando il consenso)

Il soggetto che esercita abusivamente la professione medica risponde a titolo di dolo delle lesioni cagionate al paziente, non potendo invocare nl’adeguatezza sociale del trattamento posto in essere, nil consenso dell’avente diritto, che la persona curata puprestare previa la dovuta informazione al medico abilitato.Nel caso specifico, non pudubitarsi della sussistenza del dolo costitutivo della fattispecie criminosa. Esso sussiste ogni qualvolta l’agente prevede che il suo comportamento possa cagionare pregiudizio alla integritpersonale del paziente e agisce al fine od anche a costo di cagionarlo. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

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CORTE dei CONTI Liguria ( assenza ingiustificata del dirigente ASL: obbligo di osservare le 38 ore)

Pur non rappresentando losservanza dellorario di servizio da parte del dirigente lobbligazione precipua del rapporto di lavoro, ma lo strumento preordinato al raggiungimento degli obiettivi, per il cui conseguimento puessere richiesto anche un impegno lavorativo eccedente le 38 ore settimanali, senza alcuna retribuzione aggiuntiva, nondimeno le 38 ore settimanali costituiscono lorario minimo che il Dirigente ha lobbligo di osservare.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Npossibile operare alcuna compensazione, come pure stato ritenuto in sede penale per motivare lassoluzione, tra le assenze ingiustificate dal luogo di lavoro e le ore che risultano prestate come straordinario; ciin quanto nellambito di un rapporto di lavoro, che di lavoro dipendente anche quando il lavoratore ha una qualifica dirigenziale, la prestazione non puessere resa in funzione delle proprie esigenze private, ma deve essere resa secondo lorario di servizio contrattualmente previsto in considerazione delle sole esigenze dellAmministrazione e delle necessitdegli utenti del servizio.

Risulta fondata, pertanto, lavanzata domanda di risarcimento del danno patrimoniale cagionato allAzienda per non avere reso la propria prestazione, assentandosi ingiustificatamente dal luogo di lavoro, ove risultava essere formalmente presente, per attendere ad esigenze di carattere personale. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CORTE di CASSAZIONE Penale (abuso di ufficio per il medico che dirotta pazienti verso il suo studio)

La condotta del medico specialista di una struttura pubblica, il quale per conseguire un vantaggio patrimoniale, in violazione del dovere di astensione, indirizzi un paziente verso il laboratorio di cui egli sia socio, per l’espletamento di un esame che si sarebbe potuto eseguire anche presso una struttura pubblica della stessa citt integra il delitto di abuso di ufficio.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Nnella specie pusostenersi che, essendo il Presidio ospedaliero privo della strumentazione specifica per svolgere l’esame, il medico era autorizzato ad inviare i pazienti nel suo ambulatorio, posto che il medesimo identico esame ben poteva essere espletato nei contigui presidi ospedalieri della stessa ASL, ben noti al sanitario, e raggiungibili senza particolari disagi dai pazienti, attesa la prossimitterritoriale. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CORTE di CASSAZIONE Sez. Lavoro (negato dallEnte il rimborso spese legali al medico convenzionato prosciolto)

Il medico convenzionato – secondo la Corte di Cassazione – non pupretendere dallEnte il rimborso delle spese legali sostenute per la propria difesa in giudizio in procedimenti penali per fatti inerenti al rapporto convenzionale da cui era stato prosciolto (per il reato di falso ideologico con decreto di archiviazione, e per quello di abuso d’ufficio ed altro, con sentenza di assoluzione perchil fatto non sussiste).<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Il D.P.R. 16 ottobre 1979, n. 509, art. 19 (Approvazione della disciplina del rapporto di lavoro del personale degli enti pubblici) dispone: “Ai dipendenti sottoposti a procedimenti giudiziari per fatti connessi all’esercizio delle particolari mansioni loro affidate sono rimborsate le spese legali sostenute, nella misura determinata dal consiglio di amministrazione, sempre che risulti giudizialmente esclusa la loro responsabilitper dolo o colpa grave e ferme restando le pifavorevoli vigenti norme regolamentari”.

La norma riportata e quella contenuta nel D.L. 23 ottobre 1996, n. 543, art. 3, convertito, con modificazioni, in L. 20 dicembre 1996, n. 639, come testualmente disposto e come da interpretazione, possono trovare applicazione solo per i dipendenti degli enti pubblici, e non sono sufficienti generiche ragioni di equitper estenderne la portata a soggetti diversi da quelli indicati dal legislatore quali i medici con rapporto convenzionale. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net)

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