Mese: Aprile 2009

Corte di Cassazione Penale (anestesia: ai confini dellesercizio abusivo)

L’iscrizione all’albo dei medici abilita il medico chirurgo allo svolgimento non solo delle attivitprofessionali sanitarie principali, ma anche a quelle ausiliarie, per le quali non richiesto dalla legge il possesso di un apposito diploma o specializzazione. <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

escluso il reato di esercizio abusivo della professione nel caso in cui il medico proceda alla somministrazione di anestesia locale per la realizzazione di interventi di chirurgia plastica a livello ambulatoriale in assenza della specializzazione in anestesia.

La rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche registrati negli ultimi decenni ha comportato lo spostamento di alcuni settori dell’operativitchirurgica al di fuori degli ospedali pubblici e consentito la distinzione tra quegli interventi, che per la loro natura e complessitinterventi di anestesia generale (narcosi) – non possono non essere effettuati se non in regime ospedaliero, e interventi chirurgici o procedure diagnostiche a bassa complessito invasivito seminvasive, praticabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori privati in anestesia locale o in sedo-analgesia. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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CONSIGLIO di STATO (il rapporto ottimale sottratto alla contrattazione regionale)

LAccordo collettivo ha inteso riservare alla contrattazione nazionale la definizione generale del rapporto ottimale in tutte le regioni, riservando alle stesse, singolarmente, la determinazione caso per caso e successivamente alla negoziazione regionale (cui demandato fornire il quadro dinsieme dellassistenza massimalista) la definizione delle singole eccezioni, nella misura massima del 30% di variazione del rapporto di base. <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Le regioni non possono rideterminare aprioristicamente il rapporto ottimale medico/assistito per ambiti generali, come era invece accaduto nel caso di specie, ove il detto rapporto veniva rideterminato in 1 medico ogni 1.300 abitanti residenti, senza alcun quadro dinsieme come prescritto dallart. 4 dellAccordo e senza alcuna espressa motivazione che giustificasse laumento del rapporto ottimale medesimo.

Le Regioni, sul tema, hanno una loro una specifica potest il cui esercizio, per deve essere vincolato a ben specifici presupposti, dai quali non esula la considerazione del numero dei medici di medicina generale in attesa di convenzione, il cui contrarsi delle possibilitdimpiego ridonda a svantaggio dellutenza, sia pure costituendo un indubbio risparmio di spesa. [Avv. Ennio Grassini www.dirittosanitario.net]

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