Ferrara, 28 dicembre 2012.

COMUNICATO STAMPA

Comunicato 28 dicembre 2012,

Appello ai candidati ferraresi al Parlamento

Un appello ai candidati di casa al Parlamento affinché si facciano carico di dare risposte certe e soddisfacenti sulla ‘ristrutturazione’ sanitaria (leggi tagli) in corso, con particolare riferimento alla situazione ferrarese. E’ quello che l’Ordine dei Medici di Ferrara, presieduto da Bruno Di Lascio, rivolge ai candidati alle politiche di febbraio. Un invito appositamente palesato ora, e non quando la campagna elettorale sarà nel pieno, per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione. Anche se il Presidente non nasconde la delusione per il fatto che «a poco più di 50 giorni dalle urne, nessun programma elettorale mette la sanità, e dunque la salute, al primo posto. L’Agenda Monti lo liquida in tre parole prive di contenuti, gli altri debbono ancora divulgarlo. Eppure – commenta – la salute non è né di destra né di sinistra. Può esserlo l’economia, non la salute». Alla base del suo ragionamento, sta il decreto Balduzzi, il cui regolamento è stato inserito nella Stabilità, che cambierà il volto della sanità locale. Tre le domande che Di Lascio pone ai candidati:  1) Come pensano di incidere, concretamente? Che idea di sanità hanno? E su Ferrara, che sconta le vulnerabilità di Cona, come pensano di agire?». Di Lascio chiede loro anche la disponibilità a partecipare ad un pubblico incontro, da tenersi prima delle elezioni, organizzato dall’Ordine. Il Presidente rileva il difficile ruolo dei professionisti in una sanità trattata come un’impresa, in cui a governare sono i concetti di spending review e ottimizzazione dei costi. «Risparmi che si vuole fare credere non incidano sulla qualità e quantità delle prestazioni erogate. Ma questo non è possibile – tuona – e i cittadini lo percepiscono. Si sta alimentando un clima di diffidenza e  al tempo stesso si stanno disincentivando i professionisti, il cui obiettivo, allo stato attuale, non è più solo curare i pazienti, ma farlo in una condizione di depauperamento progressivo e facendo risparmiare le aziende sanitarie e ospedaliere». Infine, Di Lascio rammenta come «negli ultimi 5 anni, nessuno dei nostri parlamentari si è mai davvero interessato di sanità». E ricorda anche come il Governo Monti – nello specifico il Ministro Renato Balduzzi, di recente interpellato proprio sul decreto  – non abbia mai risposto ai quesiti dell’’Ordine estense. «Una maleducazione che rivela supponenza e convinzione di poter somministrare dall’alto le proprie idee, senza alcuna discussione e confronto. E questo, ribadisco, su un tema come la sanità, che più di altri si presta ad essere affrontato ‘tecnicamente’». L’auspicio è che i candidati ferraresi si facciano realmente carico di queste istanze, che rimarranno pubblicate sul sito fino alla formazione del prossimo Governo.

Il regolamento del Decreto Balduzzi in pillole: calo di 478 posti letto (da 1807 a 1329); perdita di numerose specialistiche, tra cui Ematologia, Endocrinologia, Dermatolgia, Geriatria, Nefrologia, Neurochirurgia, Neonatologia, Reumatologia, Neuroradiologia, Genetica Medica, Gastroenterologia, Dietetica/Dietologia, Neuroriabilitazione per mancanza di requisiti in termini di bacino d’utenza (calcolato di norma da 600 mila a 1 milione di abitanti); inevitabile accorpamento con Bologna e Imola, in ambito di Area Vasta; l’esistenza di Cona come struttura di primo livello, senza possibilità di crescita; scomparsa dei Pronto Soccorso di Bondeno e Argenta (Copparo è stato chiuso lo scorso settembre); scomparsa della Centrale Operativa di Ferrara, con mantenimento ‘solo’ del 118; passaggio da 5 per la sola Ferrara a 6/7 per tutto il territorio provinciale delle ambulanze avanzate (con infermiere a bordo) calcolate in base alla popolazione, ossia 1 ogni 60mila abitanti.

 

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